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From: | Andrea Pescetti |
Subject: | Re: [www-it-traduzioni] chiacchiere varie su software libero e terminologia |
Date: | Fri, 23 Jan 2015 00:22:28 +0100 |
User-agent: | Mozilla/5.0 (X11; Linux x86_64; rv:31.0) Gecko/20100101 Thunderbird/31.3.0 |
Francesco Potortì ha scritto:
Una "licenza di software libero" secondo FSF ha una definizione abbastanza precisa, senza gradazioni: non c'è il concetto di licenza più o meno libera. A meno che mi sia perso qualche novità, nel qual caso aggiornatemi.
Esatto. Licenza libera o non libera è un concetto ben definito: una licenza è o libera o non libera e non ci sono sfumature o ideologie, tutto quello che si dice nel sito a proposito di software libero si applica in ugual misura a (per esempio) licenza MIT e licenza GPL.
Esistono sfumature invece nel concetto di copyleft, per cui una licenza libera può non avere copyleft (MIT, Apache), o può avere un copyleft debole (MPL), o uno forte (GPL), o fortissimo (AGPL). Ma il copyleft non rende una licenza più o meno libera, o superiore dal punto di vista della libertà. Libertà e copyleft sono concetti separati. Per questo una delle traduzioni (license-list.html?) contiene un elenco lunghissimo in cui di ciascuna licenza si dice 1) se è libera o no e 2) il livello di copyleft che offre. I colori verde, giallo e rosso in quella pagina indicano le licenze libere compatibili con la GPL, libere incompatibili con la GPL e non libere. Non c'entrano con il copyleft.
Naturalmente ciascuno può avere le proprie opinioni sulla licenza migliore da usare in un caso specifico, e anche la FSF consiglia Apache 2 o GPL 3+ a seconda del caso d'uso (e come è noto la GNU GPL è quella usata per i programmi GNU e consigliata dalla FSF per programmi di una certa lunghezza). Però è molto importante non confondere libertà e copyleft (questo vale per noi, ma soprattutto per i lettori delle traduzioni, che spesso non sono preparati come gli iscritti a questa mailing list).
Ciao, Andrea.
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